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L’8 maggio 2026 ha aperto a Pollone, nel Biellese, Codirosso: il nuovo locale di Felice Piacenza dedicato alla pizza, alla cucina conviviale e ai produttori locali. Uno spazio storico nel cuore del paese diventato punto di incontro per la comunità, con impasti artigianali, prodotti del Piemonte e un orto di proprietà a cinquanta metri dalla porta.

Pollone è un borgo prealpino di duemila anime nel Biellese, con una storia lunga e una vita di comunità che ha sempre avuto i suoi luoghi di riferimento. Uno di questi, per oltre quarant’anni, è stato lo spazio che l’8 maggio si è trasformato in Codirosso: il nuovo progetto di Felice Piacenza dedicato alla pizza, alla cucina conviviale e ai produttori del territorio. Un locale che è partito da una storia precisa per costruirne una nuova.

UN NOME, UNA STORIA, UN LUOGO

Codirosso non è un nome scelto a caso. Richiama ad Aurelio Rosso, figura conosciuta nella comunità di Pollone per il suo lavoro artigianale e per il rapporto costruito nel tempo con il paese. Ma il codirosso è anche un uccello, piccolo ed elegante, con quella coda color ruggine che vibra sempre come se avesse qualcosa da dire. “La mia pizzeria è nata così: inquieta, viva, con il desiderio di muoversi, di raccontare qualcosa attraverso gesti semplici, buona cucina e convivialità“, ha raccontato Felice Piacenza.

Il locale si trova nel cuore del paese, conta circa 60-70 coperti e dispone di un giardino esterno. Il concept development e il supporto operativo sono stati curati da Dom Carella di Arkana & Consulting. L’ambizione di fondo, però, era più semplice da spiegare di qualsiasi progetto di consulenza: restituire al paese un posto in cui fermarsi, mangiare bene e stare insieme.

LA PIZZA, IL BIELLESE E UN ORTO A CINQUANTA METRI

La proposta gastronomica è partita dalla pizza , focacce al padellino, pizze classiche e signature disponibili con impasto classico o croccante, costruita attorno a una selezione di produttori locali che dice molto su come Piacenza intende il suo lavoro. La Macelleria Lafranco ha portato la paletta e il lardo croccante. Il Caseificio Rosso ha messo in tavola la Madama Reale, la toma da polenta, il blu di capra, il Castelrosso. Il Salam d’la Duja è comparso su una delle focacce più identitarie del menu, insieme alla spuma di bagna cauda.

Tra le signature spiccano pizze come La Rustica delle Alpi, con toma da polenta, salsiccia di Bra, cardoncelli e polvere di gremolada; Blu Selvatico, con fior di latte, blu di capra e lardo croccante Lafranco; e Acque Fredde, con crema di Castelrosso, trota affumicata, cipollotto, scorza di limone e salsa al sesamo. Piatti che non si sono giustificati con la tecnica ma con la materia prima, e che hanno funzionato proprio perché nati da produttori con un nome e un volto. A completare il menu una cucina conviviale con vitello tonnato, carne cruda, carciofi fritti, capunet primavera e un’arancina biellese con ragù e cuore di toma del Caseificio Rosso — un innesto siciliano nel cuore del Piemonte che ha già raccontato qualcosa del carattere del posto.

Il rapporto con il territorio guarda anche all’autoproduzione: Codirosso dispone di un orto di proprietà con meleto a circa cinquanta metri dal locale, con l’idea di coltivare progressivamente ortaggi, erbe ed essenze da riportare nei piatti e sulle pizze.

LE PERSONE: UNA SQUADRA GIOVANE CON UNA STORIA DA RACCONTARE

Codirosso è stata anche una storia di persone prima ancora di aprire. In pizzeria è arrivato Riccardo Di Giovanni, palermitano, che ha scelto di lasciare la Sicilia per sposare il progetto e iniziare una nuova avventura a Pollone. Una scelta che ha raccontato meglio di qualsiasi comunicato la credibilità del progetto: non ci si trasferisce dall’altra parte d’Italia per un locale qualunque. Attorno a lui una squadra giovane che ha dato al posto un’identità viva e quotidiana — quella che nessun concept development riesce a costruire sulla carta e che si forma solo con il tempo, i tavoli pieni e le sere d’estate in giardino.

VERY PIZZA CONFIDENTIAL!

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