La Pizza lievita in tutta Italia. Questo il dato più importante di tutti gli altri. Basta controversie su tradizione e contemporaneità, pizza alta o bassa, al piatto o d’asporto. La pizza è sempre più amata su tutto il territorio italiano, dal Piemonte alla Sicilia.
Sicuramente la scelta di tanti maestri pizzaioli di puntare sul massimo rispetto per il prodotto in ogni fase della lavorazione, dalla scelta delle farine – mettendo a punto miscele personali e uniche – alla lunga lievitazione, fino all’attenta selezione degli ingredienti, primi fra tutti pomodoro, olio extra vergine di oliva e mozzarella.
Non solo: la Pizza è per tutti. Anche per chi ha problemi di intolleranze, come quella al glutine. La consapevolezza di rendere accessibile e godibile l’arte della pizza a tutti cresce con forza, anche se questo comporta, naturalmente, considerevoli investimenti in termini di ricerca, denaro ed energia. Un impegno che è stato riconosciuto e premiato quest’anno dal Gambero Rosso con la Migliore pizzeria gluten free assegnato a Il Guappo di Moiano (BN).
Altra nota positiva ad emergere dall’ultima edizione della guida, è che il futuro di questa antica arte italiana – rispetto a molte altre del mondo enogastronomico – è più che promettente. La professione del pizzaiolo, infatti, piace anche a giovani e giovanissimi come Alberto Morello che riceve il premio di Pizzaiolo emergente. Alberto nella sua pizzeria Gigi Pipa ad Este, in provincia di Padova, ha creato addirittura un orto per assicurarsi le migliori materie prime.
Concludiamo con qualche numero. La regione con il maggior numero di Tre Spicchi (12) se lo aggiudica la Campania, seguita dalla Toscana con 6; a concludere il podio è il Lazio con 5 Tre Spicchi.
Abbiamo sentito Stefano Callegari premiato sia per Sforno che per Tonda:
“Sono molto felice, confermarsi con due locali è sempre un’impresa, si teme di dedicare più tempo a uno rispetto ad un altro. Un riconoscimento importante perchè ogni pizza è unica, la cornice della crosta lo rende un prodotto finito, la pizza è unica mentre per creare un piatto di spaghetti, bisogna prenderli in un pacco dove ce ne sono molti altri. Quest’anno voglio lavorare bene per confermarmi di nuovo e chissà magari aggiudicarmi il premio Pizza dell’Anno”
Il Lazio che si conferma regione leader per la pizza in teglia con ben 3 Tre Rotelle.
Il premio per la migliore carta dei vini e delle birre è andato alla pizzeria ‘O Scugnizzo di Arezzo e a Libero Arbitrio di Maiolati Spontini (AN).
Il premio I Maestri dell’impasto è stato assegnato a Graziano Monogrammi de La Divina Pizza di Firenze e a Ciro Salvo 50 Kalò di Napoli. “Sono più che felice – ci racconta Ciro Salvo – all’impasto dedico la mia attività quotidiana da 20-25 anni circa. Per me non è un lavoro ma una passione, un gioco che mi porta a continue sperimentazioni. Mi riempe di orgoglio ricevere il premio come Maestro dell’impasto del Gambero Rosso, anche perché quando ho iniziato non avrei mai pensato di ricevere riconoscimenti pubblici di questo tipo.”
Il Premio le Pizze dell’Anno è stato assegnato a Q.bio di Forlì, a la Sorgente di Guardiagrele (CH) e a Pepe in Grani di Caiazzo. Franco Pepe di Pepe in Grani commenta così il premio ricevuto: “Essere premiato dal Gambero Rosso a Napoli – la città per eccellenza della Margherita – per una Margherita sbagliata, per giunta creata da un casertano come me, è qualcosa di unico. Tutto nasce dalla scelta di dare maggiore spazio alla qualità del pomodoro riccio dell’alto casertano, che è aggiunto a crudo e in finale, insieme alla riduzione di basilico.
Di seguito l’elenco completo dei vincitori. Non ci resta che dire “Buona Pizza a tutti!”



