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Non è una novità. Sempre più persone scelgono un’alimentazione a base vegetale, per curiosità, per benessere o per una vocazione al sostenibile.

Pizzeria Magnifica, a Roma, si allinea ai nuovi gusti e crea fantasiosi abbinamenti di sapori su pizze dall’impasto molto fragrante. Non vogliamo definire la sua pizza napoletana o romana, perché la tendenza di oggi si affaccia su farine, impasti, topping tutti molto personalizzati e che vogliono soddisfare il maggior numero di palati, senza per questo rientrare in una filosofia precisa e cristallizzata.

Fondata nel 2013 da Maurizio Valentini, Magnifica nasce da un lungo percorso di ricerca nell’arte bianca e da una visione libera da stereotipi. Prima di coronare questo progetto, aveva aperto la sua prima pizzeria nel 1998, nel quartiere Appio Latino a cui seguiranno negli anni altre dieci aperture in vari quartieri romani, tutte dedicate alla pizza da asporto. Forte di questa Valentini sceglie di chiamare la sua pizzeria semplicemente Magnifica.

Ne risulta una pizza tonda identitaria, pensata per tutti. Un progetto che unisce attenzione alla qualità, all’ambiente e alla sostenibilità, in un locale moderno, accogliente e plastic free. Il locale si trova a Roma e Maurizio dichiara di essere nato con questa passione che lo accompagna da “sempre”, non si è mai chiesto che cosa lo abbia portato fin qui ma da come lavora vediamo in lui una luce sempre viva, energica, nel tentativo costante di accontentare il cliente. Durante la cena abbiamo avuto modo di assaggiare una serie di creazioni del maestro, dal benvenuto, ai supplì e per continuare con una carrellata di pizze tonde quasi tutte di chiaro stampo vegan e vegetariane. Per salutarci Maurizio ha proposto un dessert che addolcisce il palato ma anche lo spirito.

Andiamo nel dettaglio. Intanto l’ambiente. Assolutamente sobrio, con fantasie alle pareti di stampo botanical, tinte di colore accoglienti, illuminazione soffusa, musica bassa e insonorizzazione perfetta. Il forno è a legna e si erge sul fondo della grande e unica sala ad abbracciare il cliente in una calda e soffice luce. Lo spazio tra i tavoli permette una certa privacy e si ha in generale la sensazione di un grande benessere e riposo mentale.

La cena si apre con polpette di melanzane, ripiene di crema di pomodorino giallo, emulsione di basilico, ricotta salata e olio De Carlo. Irresistibili e croccanti. Il supplì versione Magnifica è senza carne, con pomodoro, basilico, spruzzatina di pepe e parmigiano e un delizioso richiamo degli ingredienti sull’impanatura esterna. Insieme abbiniamo una sfiziosissima puntarella in Tempura, che Maurizio ha avuto l’idea di realizzare quando le puntarelle non vengono utilizzate per la pizza. Un lavoro lungo e meticoloso di preparazione che merita di essere messo in risalto. La puntarella così pensata è una porta per l’Oriente, accompagnata a una salsa di sesamo, sciroppo d’acero, soia e zenzero. Friabile, croccante, eterea, saporita.

Le variazioni di supplì seguono il tempo nelle sue dimensioni di passato, supplì con fegatelli, presente, con ripieno di ragù di chianina e pomodoro, futuro che fa l’occhiolino ai vegetariani, con mozzarella che è involucro del riso condito all’interno. Impanatura sempre molto sottile, fragrante e croccante.

Le pizze. L’aNORMAle è una rivisitazione della Norma, con salsa di pomodoro, melanzana fritta, cenno di menta, ricotta di bufala, pomodorino giallo semi dried De Carlo. Impasto semi integrale e lievitazione tradizionale tra le 48 e le 72 ore con stesura a mano. Risulta biscottata con condimento ottimo e ben amalgamato, non eccessivo e in grado di non coprire l’ottima texture della pizza. La versione vegana è Crema di ceci cotti con acqua, olio, sale, rosmarino e pepe, cicoria ripassata e pomodorini semi dried De Carlo. Una delizia vera. La base è sottile, la crema di ceci è un velo che tiene insieme impasto e ingredienti, le verdure sono freschissime e piacevoli. Un piatto gustoso e completo.

Fiori di zucca, alici, cicoria e bottarga di Muggine di Cabras. La base di burrata è ben dosata insieme agli altri sapori, una pizza succulenta a cui è difficile dire di no. Per palati vegetariani ma in cerca di una piacevole grassezza è la pizza Cacio e pepe fiori di zucca croccanti. L’impasto in grande equilibrio con il condimento, la sferzata croccante del fiore abbraccia la morbidezza del formaggio e la verticalità della spezia. Un amalgama ben composto e armonico. Magnifica risponde anche ai palati non necessariamente votati al vegetale, assaggiamo la Finocchiona, con cipolla rossa caramellata, cremosa e piena, e il salume adagiato in fette sottili su un letto di patate e fiordilatte artigianale. Molto golosa e invitante.

Notiamo con curiosità e interesse la tendenza a trasformare la pizza in vero e proprio pasto, un piatto da condivisione, un’occasione per intraprendere un viaggio nel gusto, vista la varietà di ingredienti e abbinamenti. La pizza non è più un momento frugale del mordi e fuggi, si accompagna sempre più spesso al vino. Nel nostro caso abbiamo iniziato con un rosato della Venezia Giulia e terminato con un Cesanese laziale. Per i classici della birra, la scelta è ampia in oltre quaranta etichette artigianali.

Prima di andare via, Maurizio propone qualche dessert, in chiave di freschezza un sorbetto alla Caipiroska, leggermente alcolico ma con la possibilità di una versione alcol free.  Un cenno di golosità è la pallina di tiramisù ben freddo, compatto e da mordere come un gelato, categoricamente fatto in casa. Un pensiero, un gesto che lascia al cliente il desiderio di tornare, perché la pizzeria Magnifica può con facilità diventare un posto del cuore.

Pizzeria Magnifica – Via Ugo de Carolis 72/D, tel. 06 3545 2285. Aperto a cena. Chiuso il lunedì.

VERY PIZZA CONFIDENTIAL!

Autore

  • Susanna Schivardi

    Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale. Scrivo da quando avevo vent’anni, spaziando tra arte, costume, politica e cultura, e nel 2024 sono diventata giornalista professionista. Da buona filologa, non smetto mai di approfondire: oggi frequento il corso per sommelier FIS a Roma e continuo a viaggiare per l’Italia alla ricerca di cantine con storie da raccontare e chef capaci di innovare con gusto. Racconto vino e cibo con curiosità e passione, per chi li ama e per chi vuole scoprirli meglio. Evito volentieri i tecnicismi, convinta che la semplicità sia il cuore della comunicazione. Il mio motto? Parlare meno, bere e assaggiare di più.